Il primo gol è impietoso quanto ridicolo, colpo di testa da calcio d’angolo che cozza contro Benatia lasciato solo come fosse contagioso, palla che rimane tra i piedi del giocatore bianconero incredulo e gol da due passi. Nato nei Paesi Bassi da genitori originari del Suriname, ex-colonia olandese, ha sin da piccolo mostrato interesse per il calcio e la kickboxing, quest’ultima praticata in contemporanea al primo. Tutto questo avviene negli altri Paesi e in molte altre regioni d’Italia. Temiamo però che l’intervento sulla Campania possa indurre altre dirigenze di altre regioni a comportarsi allo stesso modo, proprio perché vi è una scarsa cultura ambientale in queste classi dirigenti. Era semplicemente una visione particolareggiata a tutela del proprio presidente di regione. Una minore rivalità, piuttosto affievolita, vi è con la Svizzera, che era sentita principalmente dagli emigranti italiani in terra elvetica. Pensammo che voi avreste potuto, in qualche modo, rovesciare il giudizio che vi era sull’Italia e vi demmo fiducia precisando, però, che avremmo verificato, giorno dopo giorno, passo dopo passo, nel merito quale fosse il comportamento e quali fossero i vostri provvedimenti. Il giudizio favorevole è riferito al testo nel suo complesso, come modificato dal Senato. Giacomelli annulla valutando nella sua testa qualcosa che dal regolamento non traspare, Palacio forse doveva tagliarsi il braccio, oppure essere Flash, insomma la solita storia che coinvolge le cosidette big del campionato.
Credo che nessun altro Governo, nella storia repubblicana, fatta la proporzione, abbia mai fatto ricorso alla fiducia come avete fatto voi. ANIELLO FORMISANO. Signor Presidente, signor sottosegretario, la gestione travagliata di questo decreto-legge ci ha, in parte, confortato su una scelta, che abbiamo fatto in corso d’opera, sui lavori del vostro Governo. VINCENZO D’ANNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, il decreto-legge sul quale oggi viene richiesto il voto di fiducia contiene delle norme molto importanti, frutto anche della discussione e delle modifiche apportate in VIII Commissione (Ambiente) ed altre si sarebbero potute aggiungere se non ci fossimo trovati di fronte all’ennesimo voto di fiducia. Dopo questo decreto-legge occorrerà, quindi, che il Ministro dell’ambiente e i gruppi parlamentari propongano norme che vengano discusse con procedure ordinarie da questo Parlamento, senza fiducie e decretazioni d’urgenza, e che affrontino con altrettanto realismo e concretezza i problemi dei rifiuti al di fuori delle condizioni di emergenza, cambiando le norme che occorre cambiare e tenendo conto delle profonde differenze infrastrutturali delle diverse aree del Paese, per giungere così all’obiettivo di trasformare, in un decennio, un problema che ci opprime in una risorsa da valorizzare.
Vorremmo quindi intervenire su questo problema partendo dal primo articolo, che riguarda la situazione dei rifiuti in Campania, una situazione che è ormai vecchia, che si trascina da qualche decennio, che ha sprecato in maniera disarmonica attraverso le varie gestioni commissariali diverse centinaia di milioni di euro senza approdare a soluzioni definitive ed esaurienti per quanto riguarda l’emergenza dei rifiuti. Il disegno dello stemma cittadino ha alimentato la leggenda (attribuita a Luigi Tasselli, monaco di Casarano), che la città abbia avuto origine da tre masserie, denominate San Basilio, Sant’Egidio e San Vito che, unite insieme come le maglie di una catena, avrebbero formato il primo nucleo abitato. In tutta questa estate i sorrisi non sono mai mancati, e neanche i gavettoni con i compagni di squadra il primo agosto, giorno del suo 21 compleanno. Si tratta – credo – delle solite geremiadi del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il quale promette raccolte differenziate un giorno sì e un giorno no, capeggia cortei di protesta in quel di Qualiano e di Chiaiano, senza dire che in quei luoghi le discariche finalmente sono diventate controllate ed a norma di legge e che quelle stesse popolazioni avevano taciuto quando queste discariche non erano né a norma di legge né controllate ed erano utilizzate dalla malavita organizzata per sversare rifiuti tossici e nocivi.
Ci siamo cotti il razzo, credo si sia capito, perchè uno stadio che ti manda sonoramente a essere pugnace all’ultima in casa non sta brontolando perchè hai perso questa partita come ha provato a dire Bigon al termine del match facendo presente che lui deve essere lucido e non lasciarsi condizionare dall’onda emotiva del momento. Basta con i commissariamenti, altrimenti poi assistiamo al paradosso – consentitemi questo termine – cui abbiamo assistito ieri. Ciò non ci impedisce, come è avvenuto in quest’Aula ieri l’altro, di votare a favore (penso al decreto-legge sulle semplificazioni, sul quale vi è stato il voto favorevole del gruppo dell’Italia dei Valori). Voteremo a favore di questo provvedimento, sì, ma in coerenza con quanto detto prima chiariamo che non lo voteremo ad occhi chiusi; lo voteremo perché non possiamo permetterci di restare fermi mentre viaggiano veloci gli interessi della camorra e diventano via via più gravi i danni all’ambiente, più profonda l’esasperazione dei cittadini, più evanescente la credibilità delle istituzioni a tutti i livelli, più marcata la distanza dall’Europa, le cui direttive vengono disattese. Una classe dirigente che gioca ancora a fare il Masaniello, che tenta di utilizzare l’esasperazione e di alimentare le paure ancestrali della gente rispetto all’allocazione di questi materiali, è una classe indegna di rappresentare le vere esigenze del popolo campano.
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